gran sasso da vivere

il mondo visto dal gran sasso
lunedì, 27 novembre 2006

cantilene da La figlia di Jorio, di Gabriele D'Annunzio

da: La figlia di Jorio, di Gabriele D'Annunzio

Adolfo De karolis, Illustrazioni per la Figlia di Jorio, Milano, Treves, 1904

da: Atto Primo, Scena Prima

ORNELLA: Tonta e pitonta,
la pecora pel monte
il lupo per la piana
va cercando l'avellana,
l'avellana pistacchina:
questa sposa è mattutina,
mattutina come la talpa
che si leva all'alba all'alba,
come il ghiro e il tasso cane.
Senti senti la campana!

(Ella dirà la cantilena rapidamente;
poi romperà in un gran riso e le altre rideranno con lei)
++++++++++


Adolfo De Karolis, Illustrazioni per La figlia di Jorio, Milano, Treves, 1904

Atto Primo: Scena seconda

Dall'usciuolo entrerà la madre loro, Candia della Leonessa.

CANDIA DELLA LEONESSA: Ah cicale, mie cicale,
una a furia di cantare
è scoppiata in cima al pioppo.
Or non cantano più i galli
a destar chi dorme troppo.
Ora cantan le cicale,
tre cicale di mezzogiorno,
che m'han preso un uscio chiuso
per un albero di fronda!
............................................

CANDIA: Carne mia viva, ti tocco la fronte
con questo pane di pura farina
intriso nella madia che ha cent'anni
nata prima di te, prima di me
spianato sopra l'asse che ha cent'anni
da queste mani che t'hanno tenuto.
Io ti tocco la fronte che sia chiara,
ti tocco il petto che sia senz'affanni,
e questa spalla ti tocco e quest'altra
che ti reggan le braccia alla fatica
e la tua donna vi posi la gota.
E che Cristo ti parli e che tu l'oda!

(Con un panello la madre farà il segno della croce
sul figlio che sarà caduto in ginocchio dinanzi a lei)
++++++++++

Adolfo De Karolis, Illustrazioni per La figlia di Jorio, Milano, Treves, 1904

Scena quarta
Le donne porteranno sul capo una canestra di grano adorna di nastri variati e sul grano un pane e fitto nel pane un fiore. Ornella e Favetta prenderanno le estremità della banda vermiglia, cui rimarran poggiati il bidente forbito e la conocchia col pennecchio; e le terranno in pugno a precludere il passo.

TEÒDULA DI CINZIO: Ohé, chi guarda il ponte?
FAVETTA E ORNELLA: Amore e Ciecamore.
TEÒDULA: Io passare lo voglio.
FAVETTA: Voler non è valore.
TEÒDULA: Ho pur passato il monte,
ho pur passato il piano.
ORNELLA: La piena ha rotto il ponte,
il fiume va lontano.
TEÒDULA: Passami con la barca.
FAVETTA: La barca mi fa acqua.
TEÒDULA: Ti do io stoppa e pece.
ORNELLA: La barca ha sette falle.
TEÒDULA: Ti do sette tornesi.
Passami con le spalle.
FAVETTA: No, no, non mi conviene.
E dell'acqua ho pavento.
TEÒDULA: Passami con le schiene.
Ti do un tarì d'argento.
ORNELLA: È poco: otto baiocchi.
Non basta pel ristoro.
TEÒDULA: Su, nùdati i ginocchi.
Ti do un ducato d'oro.
(La donna darà una moneta a Ornella, che la riceverà nella palma sinistra, mentre le altre portatrici di canestre sopraggiunte si aduneranno sul limitare.
I due sposi resteranno seduti su i trespoli aspettando in silenzio.
Candia e Splendore esciranno dalla stanza nuziale).
ORNELLA E FAVETTA: Passate, Signoria,
con vostra compagnia.
(Ornella riporrà in seno il tributo e toglierà la conocchia. Favetta toglierà il bidente, poggiando contro gli stipiti i due emblemi rurali. Ornella trarrà verso di sé la cintura che, agitata, serpeggerà nell'aria come un vessilletto. Le donatrici entreranno l'una dopo l'altra, in fila, con le canestre sul capo).

postato da accifst alle ore 23:53 | link | commenti (4)
categorie: cantilene, dannunzio gabriele, figli di jorio, de karolis, treves
venerdì, 24 novembre 2006

Teramo dall'aereo negli anni Venti e Trenta

Due fotografie aeree del centro storico di Teramo
1926-27 e 1934 ca.


veduta aerea del largo San Bartolomeo, 1926-27
Veduta aerea del largo di San Bartolomeo a Teramo, 1926-27
cliccando sull'immagine  si visualizza la foto ingrandita


Veduta aerea del largo di San Bartolomeo a Teramo, 1934 ca.
Veduta aerea del largo San Bartolomeo e della Cattedrale a Teramo, 1934ca.
cliccando sull'immagine  si visualizza la foto ingrandita

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categorie: teatro romano, teramo dallaereo, san bartolomeo
domenica, 19 novembre 2006

i Rosati di Ponzano di Civitella del Tronto

Pietro e Vincenzo Rosati

La famiglia Rosati, originaria di Ponzano di Civitella del Tronto, è conosciuta soprattutto per l'opera di due suoi esponenti, Pietro e Vincenzo.
Pietro Rosati (1834-1915), barnabita, fu singolare figura di poeta e scienziato, fondatore a Bologna, nel collegio San Luigi Gonzaga, di quel Museo zoologico e mineralogico che ancora oggi porta il suo nome;
Vincenzo Rosati (1859-1943), fu ingegnere, pittore, archeologo; fondatore e direttore di numerose scuole di Arti e Mestieri, in Italia e all'estero.

Numerosi sono gli studi e le pubblicazioni recenti sui due personaggi:
Fotografie della collezione Rosati, a cura di Fausto Eugeni, Gaetano Ronchi, Renata Ronchi, Sant'Atto di Teramo, Edigrafital, 2004;
Renata Ronchi, Vincenzo Rosati educatore e artista, in "Notizie dalla Delfico", 2005, n.3, pp.22-61;
Renata Ronchi, Personaggi e ambienti del mondo contadino abruzzese nei dipinti di Vincenzo Rosati, in "Aprutium", 2001 [sic, ma 2006], nn.1-3, pp.245-254.

Un profilo bio-bibliografico di Pietro Rosati, come noto, fu realizzato da Raffaele Aurini all'interno del Dizionario bibliografico della Gente d'Abruzzo, nel 1973, ristampato da Andromeda nel 2002; è ora in stampa a cura della stessa editrice Andromeda, il nuovo Dizionario Gente d'Abruzzo all'interno del quale verrano pubblicate le voci bio-bibliografiche dei Rosati, relative non solo a Pietro (aggiornamento), e a Vincenzo ma anche a Giovanni, tanto straordinario quanto misconosciuto poeta dialettale al quale soprattutto questo breve post è dedicato.

Giovanni Rosati

Giovanni Rosati (1836-1915), poeta raffinato, capace di produrre versi in latino come anche nel colorito dialetto di Ponzano; era fratello di Pietro e padre di Vincenzo.

Pubblicò in vita una deliziosa accolta di versi dal titolo Lu Rubecò di Penzà, Catanzaro, 1914. Fu inoltre tra i componenti del Decurionato di Civitella che firmò "l'adesione all'Italia unita". Lasciò, inedita, una memoria dell'assedio alla fortezza che, si spera, possa essere al più presto data alle stampe.

Di prossima pubblicazione inoltre è una nuova raccolta delle sue poesie che Renata Ronchi sta curando e che darà conto dell'intera sua produzione poetica edita e inedita.

La padronanza della metrica, l'arguzia e, al tempo stesso, la sensibilità del suo poetare si evidenziano nel bel componimento che qui pubblichiamo, tratto da Lu Rubecò (il fiume) di Penzà (di Ponzano):

 

 



Pe defesa
 
Hai settantaquattr'anni, e anco' nsi sa
Quanne Domineddio mi fa morì;
I' spero fino a cienti d'arrivà,
Ma sarebbe quasci ora di partì.
 
Finchè stengo a stu munne, vuoi magnà,
Vuoi veve lu vi' bone, e vuoi dormì;
Finchè tengo lu fiato vuoi cantà,
E finché pozzo mi vuoi divertì.
 
Tu, ntanto, o Morte, arrota lu faggiò,
E quanne je' chiamata allora vie';
Nci serve cerimonie fra di nu.
 
Tu je' mpuò traditora ... ma dapuò ...
Statti arrete pe mo; pensi ì pe te! ...
T'arigalo nu pare di capù!...
 
(1910)
Per difesa
 
Ho settantaquattro anni e ancora non si sa
Quando il Signore Dio mi farà morire
Io spero di arrivare fino ai cento
Ma sarebbe quasi ora di partire.
 
Finchè vivo, voglio mangiare
Voglio bere vino buono, e voglio dormire
Finchè ho fiato voglio cantare
E fino a quando posso mi voglio divertire.
 
Tu, intanto, o Morte, arrota la falce
E vieni solo quando sarai chiamata
Non c'è bisogno di cerimonie tra di noi.
 
Tu sei un po' traditrice, ma più tardi …
Per ora stai indietro, ci penso io per te!
Un paio di capponi ti regalo.
 
(1910)

postato da accifst alle ore 14:56 | link | commenti (7)
categorie: vincenzo rosati, rosati, pietro rosati, giovanni rosati
venerdì, 17 novembre 2006

Il Liceo Artistico di Teramo, unica scuola in Italia a vincere un premio nelle tre edizioni del concorso Enel sull'Energia

Liceo Artistico di TeramoLa classe 2ª B del Liceo Artistico Statale di Teramo si è classificata, per l'a.s. 2005/2006, al primo posto del Concorso nazionale Enel “Energia in gioco”, nella sezione riservata alle scuole superiori, nel distretto che fa capo alla centrale termoelettrica a carbone “Pietro Vannucci (il Perugino)”, sita in Umbria. Gli alunni, sotto la visione dei loro insegnanti Fabrizio Di Diodato e Lea Di Eusebio,  hanno realizzato un prototipo di calendario per il 2007 intitolato “Non solo petrolio”, con immagini grafiche e brevi schede informative con spunti di riflessione su diverse fonti di energia alternative, aventi lo scopo di promuovere la conoscenza delle stesse. Gli studenti hanno utilizzato le competenze grafiche che li contraddistinguono per produrre materiale divulgativo destinato a un pubblico ampio, affinché si utilizzi l’energia in modo intelligente. Per questo, come strumento di comunicazione, hanno pensato ad un calendario che potrebbe entrare in tante case ed uffici italiani suscitando interesse e curiosità al riguardo.
 
La cerimonia di premiazione è avvenuta il 13 novembre 2006 nella sala conferenze della centrale suddetta alla presenza del sindaco, Gianfranco Giancarlini, il Direttore dell'Unità Business Termoelettrica Enel di Bastardo, Giancarlo Millucci, assieme agli esperti di Energia in Gioco, Gianluca Angeloni e Alberto Angelucci.  Hanno aderito al concorso 164 istituzioni scolastiche.
Il premio destinato alla scuola è stato una stampante a colori e una fotocamera digitale, oltre ad una targa agli studenti e agli insegnanti. Il riconoscimento avuto dal Liceo Artistico Statale di Teramo segue i premi già ricevuti, nei due anni precedenti, in altre categorie del Concorso nazionale Enel “Energia in gioco”, facendo così dell’istituto teramano, l’unica scuola italiana in grado di vincere per tre anni di fila un premio in questo importante concorso.
 
Gli alunni partecipanti sono stati: Brancaccio Melania, Cantando Francesca, Cori Cristina, Di Emidio Serena, Di Franceschino Martina, Di Nicola Mattia, Durante Fabiola, Ippoliti Elisa, La Froscia Alessandro,  Lanza Gabriele, Liberati Francesca, Pasquini Giorgia, Piacente Gianluca, Ranalli Natasha, Ranieri Sharon, Romagnuolo Nastassia, Salvi Andrea, Temperini Noemi, Torrieri Simone.
Gli insegnanti: Di Diodato Fabrizio, Di Eusebio Lea.
 
Per approfondimenti e foto: www.liceoartisticoteramo.it 
 
postato da abruzzoteramano alle ore 15:03 | link | commenti (12)
categorie: enel, concorso, energia, liceo, teramo, liceo artistico
mercoledì, 15 novembre 2006

L'antica chiesa del Riparo

Il corso porta Romana a Teramo e l'antica chiesa del Riparo
in una stereoview di Gianfrancesco Nardi del 1863 ca.

***

Corso porta Romana e chiesa del Riparo in una stereoviews di Nardi del 1863 ca.
Gianfrancesco Nardi, Veduta del corso di Porta Romana a Teramo
con l’antica cappella della Madonna del Riparo sullo sfondo, stereoview, 1863 ca

***
 

primo piano di una delle immagini della stereoview
Ingrandimento della precedente stereoview

***

particolare con l'antica chiesa del Riparo
Particolare della foto precedente con l'antica Chiesa del Riparo, 1863 ca.
 
La Chiesa del Riparo, edificata in epoca imprecisata, fu ristrutturata e ampliata già alla fine del ‘600. Negli anni immediatamente successivi all’Unità, dopo la costruzione del ponte sul Tordino e l’apertura di una nuova strada in prosecuzione del corso di porta Romana, si rese indispensabile demolire la iccola chiesa che occupava la carreggiata per una buona metà.
Nel marzo 1863, quando la demolizione era ormai prossima, Luigi Rozzi, proprietario della chiesa, inviava al Sindaco una lettera nella quale riferiva di essere sottoposto a insistenti pressioni, giunte fino alle “molestie”, da parte della popolazione del quartiere che non voleva assolutamente che la chiesa fosse demolita. Per venire incontro ai desideri dei fedeli, la cappella fu poi riedificata lungo il corso di porta Romana, proprio di fronte a casa Nardi.
 
Per approfondimenti sulla chiesa e per leggere una descrizione del suo interno si rinvia al libro di Alida Scocco, Le chiese nei quartieri di Teramo, Teramo, Emmegrafica, 2001, pp. 109-11
postato da accifst alle ore 22:45 | link | commenti (14)
categorie: gianfrancesco nardi, porta romana, chiesa del riparo
mercoledì, 01 novembre 2006

pubblicate su Campli Nostra Notizie

Inserto speciale,
Le foto più antiche di Campli, 
a cura di Nicolino Farina

Vediamo due delle undici
stereoviews di Gianfrancesco Nardi,
pubblicate e commentate da Nicolino Farina
nell'inserto speciale di "
Campli Nostra Notizie":

Porta angioina e arco di trionfo di Margherita d'AustriaGianfrancesco Nardi, Porta angioina a Campli, stereoviews, 1863-1868

"La sagoma della Porta Angioina è inconfondibile ... unica rimasta delle dieci del sistema difensivo della Città. ... realizzata intorno al 1371 ... si notano due piloni in primo piano ... Di queste strutture, resti di un originario grande arco, non si hanno ricordi tramandati, per questo l'immagine fotografica risulta strordinariamente importante per la città farnese.  ...
I due piloni non sono altro che i resti dell'Arco Trionfale fatto costruire nel 1542 per Margherita d'Austria nella sua prima visita a Campli."
(Nicolino Farina)

Vacche al giogo con bambina in groppaGianfrancesco Nardi, Vacche al giogo con bambina in groppa, stereoviews, 1863-1868

"Probabilmente le mucche sono quelle di qualche podere dei Rozzi. ... Interessante è la bambina sulla groppa di una delle mucche che richiama fortemente quel rito ancestrale praticato a San Zopito dove un bue con una bambina sulla groppa poggia un ginocchio a terra al passaggio della statua processionale del santo. Da notare come la ragazza cavalca la mucca non "a pelo" ma sulla giacca dell'uomo che tiene a capezzo la coppia di quadrupedi ... Una forma di rispetto dell'igiene che lascia capire le straordinarie qualità di vita, se pur povera, del mondo contadino".
(Nicolino Farina)

postato da accifst alle ore 20:55 | link | commenti (8)
categorie: fotografie, campli, nicolino farina, campi nostra notizie

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