gran sasso da vivere

il mondo visto dal gran sasso
lunedì, 30 ottobre 2006

Piano d'Accio. Pista ciclopedonale per il nuovo stadio

da «Il Messaggero» del 30 ottobre 2006
Il suggerimento arriva dal consigliere della lista civica Nuova città, Valdo Di Bonaventura, e riguarda l’opportunità di dotare di una pista ciclopedonale il nuovo percorso di accesso a stadio e centro commerciale di Piano d’Accio, in sintonia con la legge che le pone d’obbligo adiacenti a strade di nuova costruzione. «Si tratta di un’occasione unica per usufruire di un percorso protetto che valorizzi il territorio con la realizzazione di un lungo corridoio ecologico che, partendo dal mare e passando per la città, porti alla strada Maestra del Parco e zone interne del territorio. Percorso che, inserirebbe Teramo e le zone dell’entroterra in un circuito turistico specializzato, sull’esempio di quanto accade nella stessa Ascoli, con la realizzazione di tre lotti della pista ciclabile Ascoli Mare»
postato da abruzzoteramano alle ore 14:46 | link | commenti (5)
categorie: stadio, teramo, ciclabile, piano daccio, pista ciclopedonale
sabato, 28 ottobre 2006

pubblicato su La Città:

Caro Fe(N)derico, come si fa a non farti i Complimenti con la C maiuscola?
Sei riuscito ad avere ormai 30 visite e più sul tuo blog "Casato Adamoli"  senza averci scritto nient'altro che il titolo e il sottotitolo. Cazzaroooola! Bravo!
Che succederà mai quando comincerai a pubblicare anche solo un rigo? O magari una foto tessera? O qualche piccolo cimeliuccio o, addirittura, quando comincerai ad accennare, dico anche solo ad accennare, un piccolo racconto o un brano di lettera di qualcuno dei tanti personaggi noti e meno noti della famiglia?
Insomma, tutti pendiamo dalle tue labbra.
Soprattutto ora, dopo che i tuoi articoli cominciano a circolare e ad essere letti: la vicenda bella e appassionante dei nostri tris e bisnonni ramai (Giuseppe e Giovanni) che hai ricostruito così bene per Aprutium e il tuo bell'articolo "Noi, gli Adamoli, teramani dal 1842" appena appena uscito per il mensile La Città (che tra l'altro ha una tiratura di migliaia di copie in distribuzione capillare), diretto da Antonio d'Amore.
Sembra quasi che tu non abbia fatto altro in vita tua che scrivere.
A proposito, come va su www.adamoli.org ? Si sono impennati ancora gli accessi dopo queste tue utlime incursioni sulla stampa? Facci sapere e datti una mossa sul Blog. Anzi ti minaccio, anzi ti minaccio e ti ricatto: a partire da questa che pubblico, pubblicherò una foto ogni mezz'ora dal tuo sito, fino quando non comincerai a scrivere sul blog. Vabbé scherzo, pubblico questa e basta, e tu comincia a scrivere quando ti pare.


Federico Adamoli (1887-1946),  a destra, ritratto nel 1903 con l'amico Francesco

Ho preso dal tuo sito (scusami se non ti ho avvertito) questa bellissima foto di nonno Federico da giovane, qui ritratto con il suo amico Francesco (di cui non avevo mai sentito parlare, era di Silvi?). Qui il nonno dovrebbe avere 15-16 anni (già fumava questo birbante).

Neanch'io l'ho conosciuto nonno Federico. Mi diceva mia madre che era simpaticissimo e con una vena comica travolgente. Era benvoluto da tutti e forse soprattutto dalle donne. Pare infatti che nonna Annunziata sia stata tormentata per molti anni dalla gelosia verso il marito.
Mia madre però ci teneva sempre a precisare (abbassando la voce e parlando più in fretta) che "a llù povere Papà, ahère li femmene che l'accimendeve". So che la sua salute fu irrimediabilmente compromessa dal sevizio prestato al fronte, durante la prima guerra mondiale. E poi certo non lo aiutarono le preoccupazioni e tensioni del negozio.
postato da accifst alle ore 17:44 | link | commenti (1)
categorie: , adamoli, federico adamoli
giovedì, 19 ottobre 2006

Settima mostra del libro di Sant'Omero

PROGRAMMA

7° Mostra del Libro
“Leggere per crescere”
21-28 ottobre 2006
Sabato 21, ore 16.30
Palazzo Walt Disney, via Vittorio Veneto
Sant' Omero
Inaugurazione della Mostra fotografica
“Gran Sasso da vivere”
Hotel Lago Verde, ore 18.00
Via Torquato alla Vibrata
Sant' Omero
Spettacolo teatrale
“Anime salvate, storie del Gran Sasso”
Martedì 24, ore 9.30
Palestra Scuola Elementare - S. Omero
Incontro con Rossella Nespeca
“Disegna la tua fantasia”
Chiesa di S. Maria a Vico - S. Omero(mattina ore 9.15; pomeriggio ore 15.00)
Incontro con Irene Di Ruscio:
“Come comunicare un museo”
Mercoledì 25, ore 9.30
Aula Magna I.T.C. Statale “C. Rosa” - Nereto
Incontro con Paolo Di Vincenzo:
“Cultura e comunicazione”
Giovedì 26, ore 9.30
Aula Magna I.T.C. Statale “C. Rosa” - Nereto
Incontro con Lucia Vaccarella:
“Immagina l’Inferno… e guardalo!”
Venerdì 27, ore 9.30
Palestra Scuola Media - S. Omero
Incontro con
Sandro Galantini e Giovanni Lattanzi:
“Raccontare l’Abruzzo attraverso la fotografia”
Sabato 28, ore 10.00
Hotel Lago Verde
Via Torquato alla Vibrata
Incontro con Vito Salierno:
Presentazione del libro
D’Annunzio e i Savoia
(ed. Salerno). Interverrà Marco Patricelli.
Seguirà la proiezione del documentario
“Gabriele D’Annunzio Poeta Aviatore”
 
Le cerimonie di premiazione dei concorsi riservati alle scuole
si svolgeranno sabato 28 ottobre, dopo la presentazione del libro.
La mostra del libro, allestita nella Sala Marchesale, sarà dedicata, in particolare,
all’editoria abruzzese e a quella per ragazzi. Rimarrà aperta tutti i giorni,
dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 18.30.
 
postato da accifst alle ore 16:45 | link | commenti (18)
categorie: gran sasso da vivere, anime salvate, santomero, mostra del libro
domenica, 15 ottobre 2006

La piazza del mercato a Teramo
tempera di Salvatore Di Giuseppe, 1889

La data è il 1889. Fu una data particolare per il Comune di Teramo. Dopo dieci anni di amministrazione Emidio Cerulli, nel 1889 vinse le elezioni Berardo Costantini, il fratello di Settimio, ch qui probabilmente è raffigurato mentre si reca in Municipio per l'insediamento.

Sullo sfondo si vede la rampa che conduceva alla piazza della Cittadella. Come si vede non c'è ancora la fontana dei Leoni, che fu invece inaugurata dieci anni dopo, nel 1899.
A proposito, proprio in questi giorni la fontana dei Leoni è stata riconsegnata alla città di Teramo. Ci sarebbe da parlarne. Alla prossima ci proviamo.

postato da accifst alle ore 18:03 | link | commenti (9)
categorie:
domenica, 15 ottobre 2006

Velocipedi a Teramo

La corsa dei velocipedi a Teramo
tra la piazza Vittorio Emanuele II e la via del Fosso
(tempera di Salvatore Di Giuseppe, 1883 ca)

Mostriamo qui una gara d'altri tempi per le strade di Teramo.
I corridori stanno imboccando la via del Fosso (oggi via Vittorio Veneto)
provenienti da piazza Vittorio Emanuele.
Il punto di vista è praticamente opposto a quello del precedente dipinto,
come si vede dalla posizione del campanile del Duomo.

postato da accifst alle ore 00:27 | link | commenti (5)
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giovedì, 12 ottobre 2006

piazza bella piazza ...

Piazza Vittorio Emanuele II a Teramo
in una tempera di Salvatore Di Giuseppe
(1885)




piazza bella piazza.. chissà se ci passò una lepre pazza


Lo confesso: la strofetta l'ho rubata a Greis (Amazing Grace)
che distrattamente o per gioco la lasciò cadere in un commento sul suo blog
 Come arance rosse  (clicca CLICCA, che ne vale la pena).
Spero che non se la prenda per il mio furtarello.


Qui si vede un cagnolino che corre e un ronzino che tira un calesse mentre ai tavolini del caffé di Cacalletto qualcuno gioca a carte e altri bevono per dimenticare; siamo d'estate, nel pomeriggio inoltrato, e si vede che fa ancora molto caldo perché tutti stanno all'ombra, tranne il cagnolino (sono fatti così i cani, prima corrono e dopo pensano).


E la lepre? Chi lo sa, pazza com'è,
a che ora l'avrà attraversata questa bella e amata piazza?

postato da accifst alle ore 22:16 | link | commenti (12)
categorie: piazza ve ii a teramo, amazinggrace, la lepre pazza
martedì, 10 ottobre 2006

diana adamoli e carlo eugeni

Giorni fa, nei commenti, ho parlato dei miei genitori. Ho pensato oggi di farveli conoscere e di presentarveli così com'erano da giovani. Qui li vediamo nel luglio del 1940 ritratti, sul lungomare di Rimini, durante il viaggio di nozze. (La foto è tratta da una pagina dal sito www.adamoli.org curato con grande sapienza, gusto e inventiva da Federico Adamoli.)

Mia madre Diana Adamoli, detta Dina, (Teramo 1913-1997), a fronte dell'aspetto dolce e delicato, è stata una severissima professoressa di lettere. Timida e introversa, ma non fragile, condusse sempre una vita molto riservata: casa e scuola. Ma di lei parlerò un'altra volta.

 
Mio padre, Carlo Eugeni (Ascoli Piceno 1911 - Teramo 1999), è stato invece un personaggio pubblico, molto conosciuto in Abruzzo. Ho già detto del vocione, della faccia tosta e delle performance come speaker, prima con il megafono a imbuto e poi nella cabina di vetro, come Carosio.
Da Ascoli Piceno dov'era nato, si trasferì a Roma per frequentare l'Accademia; dal 1934, sia pure con qualche periodo di stop dovuto a varie guerre, visse a Teramo per lavoro.

Fu insegnante di educazione fisica, allenatore di Atletica leggera nella Libertas D'Alessandro di Teramo, talent-scout d'eccezione (il grande velocista Giuseppe Mancia lo ha ricordato in una sua recente intervista); come dirigente sportivo occupò cariche provinciali e regionali nel Coni, nella Fidal, nel Gruppo giudici gare, nella Federazione cronometristi.

Nella veste di giudice internazionale fu impegnato nelle giurie del "settore lanci" alle Olimpiadi di Roma del 1960. Appare più volte nelle inquadrature del film "La grande olimpiade".

Andato in pensione realizzò un noto volume di storia dell'atletica abruzzese, raccontata attraverso i 50 migliori risultati di ogni specialità. Il risultato era ciò che più lo emozionava: l'uomo che supera sé stesso. Tempi e misure erano il principale argomento delle sue storie di sport.

Come disegnatore e calligrafo, realizzò magliette, diplomi e anche qualche marchio di negozio (sempre gratutitamente): purtroppo niente si è conservato dei suoi lavori grafici. Nel tempo libero collezionava francobolli, leggeva romanzi oppure libri di storia e geografia: aveva in testa una linea del tempo e una mappa del mondo raffinatissime.

Dal padre e dalla nonna (l'ascolana Clotilde Meletti) aveva ereditato vaste conoscenze in campo gastronomico: le olive fritte, la galantina, la lavorazione del maiale ma anche le teramanissime mazzarelle erano le sue specialità in cucina.

A 75 anni suonati, senza alcun imbarazzo, sembrava quasi pavoneggiarsi davanti all'obiettivo del fotografo della clinica dove era ricoverato e che doveva documentare, centimetro per centimetro, lo stato della sua pelle. Durante una lunghissima malattia stupì i medici per la sua resistenza: il suo caso fu argomento di comunicazione in un congresso internazionale di dermatologia.

Quando morì, all'età di 88 anni, eravamo con lui, figli e nuore: fosse stato lucido in quel momento, si sarebbe vantato della nostra presenza al suo fianco più che di ogni altro merito della sua vita.

Non andavamo molto d'accordo: è stato difficile per me averlo come padre e difficile per lui avere me come figlio.
postato da accifst alle ore 14:46 | link | commenti (10)
categorie: carlo eugeni, diana adamoli
venerdì, 06 ottobre 2006

giornalisti teramani degli anni 60 fotografati da Domenico Nardini

Da sinistra si riconoscono: Claudio Pierannunzi, Giammario Sgattoni (con il cappello),  Sandro Morriconi, Gabriele De Laurentiis (fratello di Gianfranco), Francesco Campanella, Enrico Giannella (in secondo piano), Beppe Monti (con la macchina fotografica), Sigfrido Micheli (in secondo piano), Fernando Aurini che conversa con Giuseppe Lisciani. Seguono Marcello Martelli e Giuseppe Melarangelo.

Autore della foto è Domenico Nardini

postato da accifst alle ore 08:01 | link | commenti (24)
categorie: giornalisti, fernando aurini, domenico nardini
giovedì, 05 ottobre 2006

Omaggio a Fernando Aurini

Fernando Aurini
(II da sinistra con gli occhiali scuri e i giornali sotto il braccio)

Teramo 1957. Fernando Aurini ritratto in corso San Giorgio in occasione di un congresso della Stampa. Alle spalle del gruppo il manifesto del film
"Uomini e lupi",
con Silvana Mangano.

Leggi gli ultimi post del blog "Abruzzo terra da amare" che ripropongono
articoli di Fernando Aurini su piazza Martiri a Teramo e su Valle Piola

postato da accifst alle ore 23:04 | link | commenti (23)
categorie: fernando aurini
domenica, 01 ottobre 2006

Il Comunale non si tocca!

Così gridano i "Devil's Korps". Una iniziativa da  appoggiare:
il campo sportivo comunale di Teramo è luogo privilegiato della memoria storica della città
ma anche efficiente struttura da concedere in uso a squadre giovanili e a pubbliche manifestazioni, magari non solo sportive

1959 Gare studentesche femminili al campo sportivo comunale di Teramo
Aperto nel 1929, il Campo Sportivo di Teramo fu subito teatro delle cerimonie del regime fascista.
I cosiddetti "Sabati fascisti" coinvolsero persone di ogni età e categoria, anche anziani, che si ritrovarono, loro malgrado, a dover marciare agli ordini di giovani e impomatati ufficiali, dalla voce tuonante.
 
Quando il 21 aprile del 1934 fu inaugurato il palazzo della GIL, con l'apertura della nuova strada che collegò il corso di Porta Romana all'ingresso della nuova struttura, sul prato del campo sportivo si esibirono 100 ostacolisti e 100 giavellottisti.
 
Per tutti gli anni Trenta, naturalmente, uno spazio importante fu riservato alle gare dellla squadra teramana di calcio, come ci racconta il bel libro di Elso Simone Serpentini al quale rinviamo per i particolari.
 
Dopo la fine della guerra anche il Campo teramano riaprì i battenti, fu rinnovato e adeguato ai tempi e l'antica tribuna di legno venne sosituita da una nuova gradinata in cemento. In occasione del violento terremoto dell'estate del 1950, molte famiglie per diversi giorni trovarono rifugio sul prato del Comunale.
 
Per tutti gli anni Cinquanta vi si disputarono le annuali gare studentesche di atletica leggera e quindi, all'inizio degli anni Sessanta, un indimenticato concorso ippico e la straordinaria esibizione degli Harlem Globe Trotters. Negli anni successivi quindi il campo sportivo fu destinato in modo sempre più esclusivo al Teramo calcio.
 
Questa breve scheda "storica", disegnata sul filo della memoria, e la bellissima fotografia che l'accompagna hanno lo scopo di avviare una raccolta di documenti, immagini, notizie e racconti che ci aiutino a meglio ricostruire che cosa il Campo sportivo comunale rappresenta per la città di Teramo.
Visita la pagina dedicata alla storia di questa struttura
postato da accifst alle ore 19:42 | link | commenti (25)
categorie: campo sportivo comunale, devils korps

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